Autoerotismo: tra conoscenza di sé, benessere e tabù da superare

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Articolo di Marta Giuliani

L’autoerotismo è ancora oggi un tema circondato da tabù e pregiudizi, nonostante rappresenti un aspetto fondamentale della sessualità umana. Lungi dall’essere una mera pratica solitaria, la masturbazione ha un ruolo chiave nello sviluppo dell’identità sessuale, nel benessere psicofisico e nella costruzione di relazioni intime più autentiche. Sempre più studi lo confermano, sottolineando il valore dell’autoerotismo come esperienza di conoscenza, regolazione emotiva e crescita personale.

Qual è il ruolo della masturbazione?

Fin dall’adolescenza, infatti, l’autoerotismo costituisce una delle modalità con cui uomini e donne entrano in contatto con la propria sessualità. Toccare, esplorare, sentire: attraverso gesti semplici ma significativi, si costruisce un linguaggio corporeo personale, una mappa del piacere che evolve nel tempo insieme alla persona. La masturbazione consente di riconoscere e accettare le proprie risposte fisiologiche ed emotive, contribuendo così a una maggiore sicurezza e a una visione più serena della propria immagine corporea.

Oltre alla dimensione conoscitiva, va considerata anche quella neurofisiologica. Stimola infatti la produzione di ossitocina e favorisce il rilascio di dopamina e serotonina, neurotrasmettitori implicati nella regolazione dell’umore e del benessere. In questo senso, può ridurre lo stress, favorire il rilassamento e migliorare il sonno, configurandosi come una risorsa preziosa anche sul piano della salute mentale.

Autoerotismo: credenze da sfatare

Nonostante questi benefici, una delle credenze più diffuse – e fuorvianti – è che la masturbazione rappresenti un “ripiego” in assenza di una vita sessuale soddisfacente. In realtà, numerose ricerche dimostrano il contrario: chi ha una buona relazione con l’autoerotismo tende ad avere anche una vita sessuale di coppia più appagante. Questo accade perché conoscere sé stessi favorisce una comunicazione più aperta con il partner, rende più facile esprimere desideri e preferenze, e riduce l’ansia da prestazione. L’autoerotismo, quindi, non è in competizione con il sesso condiviso, ma può coesistere con esso in modo armonico e complementare.

Inoltre ancora vige l’idea che si tratti di una pratica prevalentemente maschile. Questa rappresentazione, figlia di una lunga tradizione patriarcale che ha storicamente represso la sessualità femminile, contribuisce a far percepire l’autoerotismo come “sconveniente” o “sconcio” per le donne. Ancora oggi molte ragazze e donne vivono questa dimensione con senso di colpa, vergogna o insicurezza, interiorizzando un’idea distorta del piacere femminile come qualcosa che deve essere “concesso” dall’esterno, anziché vissuto come diritto e risorsa personale.

Educazione sessuale e autoerotismo

Nel contesto dell’educazione sessuale, l’autoerotismo dovrebbe essere affrontato con chiarezza, rispetto e scientificità. In particolare, durante la pubertà e l’adolescenza, ragazzi e ragazze iniziano a confrontarsi con cambiamenti corporei e identitari complessi.

In questo scenario, l’autoerotismo può rappresentare un modo naturale per esplorare la propria sessualità in sicurezza. Tuttavia, se manca una guida educativa solida, i giovani rischiano di cercare risposte in fonti inadeguate, come la pornografia online, spesso portatrice di modelli irrealistici e diseducativi. La pornografia può rappresentare un’occasione di stimolo immaginativo, un modo per esplorare fantasie e scoprire nuove forme di eccitazione, ma è essenziale che il suo utilizzo sia critico e consapevole. Non è un’educazione alla sessualità, ma un prodotto commerciale, costruito per intrattenere. Quando diventa l’unico o principale modello di riferimento, soprattutto per i più giovani, può distorcere la percezione della realtà, generare aspettative e compromettere la capacità di vivere relazioni affettive e sessuali sane.

Conclusione: l’autoerotismo è una componente naturale della sessualità

Per concludere, l’autoerotismo è una componente naturale e preziosa della sessualità umana. Promuoverne una visione positiva, libera e consapevole significa contribuire alla salute psicofisica delle persone, al loro benessere relazionale e alla costruzione di una società più matura sul piano affettivo. Superare i tabù, investire in educazione e creare spazi di dialogo sono sfide necessarie per un futuro sessuale più consapevole, rispettoso e autentico.

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